Dossier:
Le fobie
Aimettiane - Seconda Parte
A cura di Romeo "Bruno"
Nazzari
Come promesso nel numero precedente della Gazzetta,
oggi tratteremo la seconda forma di fobia degenerativa di tipo Aimettiana, la
"Veni Vidi Vici". Questo tipo di malattia nota anche come "Fobia Infantile
Umiliatoria", si evidenzia solitamente in soggetti di
età compresa tra i 4 ed
i 7 anni; è la classica forma di Rifiuto e Negazione Della Realtà
successivamente ad un disputa di tipo atletico/spotiva terminata con una
sconfitta; la classica reazione che ne consegue è il pianto liberatorio, non a
caso tutti i migliori psicologi del mondo definiscono questa situazione
importante ed educativa per la maturazione caratteriale di ogni individuo. Non
hanno però considerato il caso di Matteo Aimetti (23 anni) che ne mostra
tutt'ora i peggiori sintomi; Pietro Angela ha
dichiarato: "E' importante,
soprattutto nella fase infantile, il sostegno morale dei genitori, in
particolare del padre" e proprio a questo punto si sbilancia "non vorrei che la
ormai famosa caduta dal seggiolone in tenera età gli abbia provocato uno
squilibrio
psico-demenziale, senza contare la severa educazione del padre a
suon di bastonate". A sostenere la tesi di Pietro Angela ci sono anche i Travoni
Max, Paolo e Bruno che, in più di un'occasione hanno assistito ad atti di pura
ed incontrollata follia (vedi Gazzetta
N° 2), in particolare durante
"amichevoli" partite al campeggio di via Kennedy dove anche una banale sconfitta
poteva finire in tragedia con sprazzi di nervosismo ingiustificato che si
concretizzavano in palloni calciati a 150 Km/h magari passando a qualche
centimetro dal volto di Max o dalle "parti basse" di Mitch Banchieri.
Fortunatamente il buon senso è riuscito a farsi strada tra i contorti pensieri
di Matteo Aimetti che ha deciso già da tempo di sottoporsi a visite
psicanalitiche presso la villa Borsani. In un primo momento Paolo Borsani si è
trovato in difficoltà a delineare il profilo mentale di Aimetti (accusandone
sporadicamente lui stesso i sintomi) ma, con l'aiuto del padre pediatra, sono
finalmente riusciti ad arrivare ad una conclusione chiara e logica:
riportarlo
nel manicomio da cui è scappato.
Una minaccia incombe su
Vedano: Marcella!!!
Durante le loro vacanze pugliesi, i Travoni hanno
dato più di una volta dimostrazione del proprio fascino conquistando i
cuori di innumerevoli ragazze indigene, straniere e anche di qualche
ragazzo. Tra bionde bellissime e brune (non sono parenti di Bruno) mozzafiato,
hanno però trovato posto due dolci fanciulle dalla rara bruttezza che per tutte
le vacanze hanno cercato invano di sedurre i quattro vedanesi. Una di queste,
Paola, è una 27enne di Ostuni della quale solo il suo nome è riuscito a
chiarirci il sesso. La seconda, Marcella (subito soprannominata "la porcella"),
è anch'essa 27enne seppure le sue dimensioni facciano pensare ad una bambina
delle scuole elementari. Mentre Paola ha cercato, soprattutto la prima sera, di
arrivare dritta dritta agli organi riproduttori di Max, Marcella è stata subito
rapita dal fascino nascosto (fin troppo bene) di Paolo Borsani. Max, in pieno
accordo con la filosofia del "cioè.. non so... però... ma... forse... zero!" ha
subito suggerito alla povera Paola di rivolgere le proprie attenzioni verso
esemplari di altre speci. Paolo invece, non potendo uscire dal proprio ruolo di
fighetto sempre gentile, ha invece faticato a prendere le distanze dalla sua
pretendente rischiando così la propria incolumità oltre che reputazione
(quale?!!!). Con qualche difficoltà I Travoni sono comunque riusciti a sfuggire
alle due ostunesi ma, a quanto pare, il pericolo mortale incombe ancora su di
loro. Marcella "la porcella" ha infatti minacciato Paolo, negli ultimi colloqui
telefonici avvenuti nei giorni scorsi, di venire a trovarlo a Vedano. La notizia
ha fatto subito il giro del paese ed è arrivata alle orecchie del sindaco che si
è già attivato per installare delle mine anti-uomo nei pressi dei confini
comunali.
Un uomo chiamato
cavallo
a cura di Matteo
Aimetti
L'uomo ed i suoi centimetri. E' questo uno dei problemi che
maggiormente turba le menti del sesso forte, soprattutto in un'era in cui le
grandi doti "nascoste" diventano motivo di vanto con gli amici ma soprattutto un
trofeo da mettere in bella mostra al cospetto di una ragazza.I l problema è
talmente ingente che diversi prodotti sono nati per cercare di ovviare a tutto
ciò, (tra questi è oramai leggenda il mitico "opop su bel duro" pubblicizzato
dalla altrettando mitica/o Maurizia Paradiso) ma con risultati molto
insoddisfacenti (ne sanno qualcosa i nostri due travoni Paolo e Bruno). Il
problema però non sembra afliggere Massimilano Elia
alias il cammello, il
leggendario ideatore de" La Gazzetta del Travone", che ripetutamente in
conferenze sull'argomento, tenutesi nella splendida residenza in via Kennedy a
Vedano Olona del grande accertato super dotato Pietro "Mitch" Bancheri,
accennava a misure personali oserei dire da cavallo che farebbero stempiare il
fenomeno Rocco e avrebbero provocato l'istantanea caduta
dei baffi al pluri
decorato e ahimè defunto the "King" John Holmes. C'è da chiedersi se le parole
di Max siano solo frutto della fervida immaginazione di un ragazzo
desideroso di emulare le misure dei suoi idoli d'infanzia che ancora tappezzano
le lunghe pareti (per ovvi motivi) della sua camera oppure il bisogno di gridare
al mondo l'esistenza di un qualcosa di vero, reale, vivo, lungo anzi lunghissimo
che sicuramente sconvolgerebbe tutti gli studi a tal proposito e fisserrebbe dei
nuovi standard nel genere umano ed animale. Giro questo terribile dilemma a
tutte le nostre lettrici che hanno avuto l'occasione(??)
di osservare da
vicino il fantomatico incredibile "essere" chiedendovi di rispondermi in caso di
avvistamento alla mia casella mail aranbengio@virgilio.it. Confesso di
essere molto curioso e, Giannone permettendo, cercherò io stesso di scovare il
misterioso "arnese". La verità verrà a
galla!
Nota dell'editore: le lettrici che fossero
interessate a provare in prima persona, sono pregate di contattarmi al numero di
telefono 338/9691913 :-D